Non solo
un luogo.
Una casa che vive.
Ci sono luoghi che non sono soltanto muri e stanze. Diventano casa, memoria viva e cuore pulsante di una comunità.
Una storia
che continua
ogni giorno.
L'Oratorio San Domenico Savio è uno di quei luoghi che attraversano il tempo e custodiscono le storie di chi li vive.
Qui generazioni di bambini e ragazzi hanno giocato, pregato, imparato e costruito relazioni. Una casa aperta, nata da un sogno e diventata patrimonio della nostra comunità.
Un sogno
nato dal
cuore.
Tutto ha inizio negli anni Cinquanta. Un'intuizione, un dono e il desiderio di offrire ai ragazzi un luogo in cui crescere.
Una casa per i ragazzi
Bianca Maria Luciani, profondamente legata alla sua parrocchia, sente il desiderio di offrire ai giovani uno spazio dove incontrarsi, crescere e sentirsi accolti.
Il sogno diventa concreto
Il terreno donato alla Parrocchia e l'aiuto ottenuto grazie all'interessamento del vescovo Mons. Salvatore Rotolo permettono l'inizio dei lavori.
La speranza riprende vita
Con il sostegno del vescovo Mons. Antonio D'Erchia i lavori riprendono. Stanze, pavimenti e impianti prendono forma. Ma soprattutto prende forma una missione.
Il respiro della comunità
Bambini, ragazzi, educatori e catechisti continuano a riempire questi spazi di voci, passi, incontri e vita.
Le loro mani raccontano.
Qui la creatività diventa memoria. Colori, idee e piccoli gesti raccontano il mondo visto con gli occhi dei ragazzi.
Nel cuore
della casa,
il silenzio.
C'è un luogo dove il rumore si ferma. Dove si può entrare, sedersi e pregare.
Un piccolo spazio custodito nel cuore dell'Oratorio. Una presenza che accompagna ogni incontro e ogni attività.
IL CUORE SILENZIOSO DELLA CASA
Ogni stanza
può diventare
un incontro.
Incontrarsi
Spazi che diventano casa e condivisione.
Stare insieme
Per giocare, parlare e vivere la comunità.
Crescere
Le nostre aule per il cammino di catechesi.
Qui l'estate
fa rumore.
Voci. Risate. Giochi. Amicizia. L'estate vissuta insieme diventa una storia da ricordare.
E poi
si alza
il sipario.
Al piano superiore le storie prendono vita. Il teatro diventa incontro, espressione, emozione e comunità.
Questa è casa.
Non è solo una struttura.
È un dono che continua nel tempo.

